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QR3 – Un reddito garantito ci vuole! Ma quale?

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Organizar a resistência para defesa de direitos e bens comuns.


A Abong – Associação Brasileira de Organizações Não Governamentais e o Le Monde Diplomatique Brasil convidam a todos e todas para o seminário Organizar a resistência para defesa de direitos e bens comuns. Em apoio da Oxfam e da Fundação Escola de Sociologia e Política de São Paulo (FESPSP),  o evento acontecerá dia 15 de março, terça-feira, às 9 horas na FEFESP.

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TEATRO VALLE

FONDAZIONE TEATRO VALLE

La Fondazione è un percorso costituente per la costruzione di una nuova istituzione del comune, che scardini il meccanismo di ingerenza partitica e sia principio ispiratore di nuove politiche culturali pensate dal basso. Da chi la cultura la ama e la produce.

Un luogo che non è né pubblico né privato ma governato dalla comunità di artisti e cittadini che si mettono in gioco per curare e decidere quali direzioni dare al Teatro Valle. Ogni testa vale un voto nell’assemblea, al di là delle proprie possibilità economiche, secondo il principio dell’uguaglianza inalienabile tra persone.

Con la collaborazione dStefano Rodotà, Ugo Mattei e Maria Rosaria Marella di altri giuristi in un percorso partecipato, sta nascendo una forma giuridica avanzata che funzioni da modello riproducibile, per scuole, università, ospedali ecc…

Dal sito www.teatrovalleoccupato.it

Nella sezione MATERIALI del sito è possibile consultare lo statuto 3.0.

Per maggiori informazioni, consultare il link:

http://www.teatrovalleoccupato.it/fondazione-teatro-valle-bene-comune-r-s-ragionata

 

LOTTE SPAZIALI

Una settimana di Seminari, Workshop e performance

TEATRO VALLE  - dal 22 al 28 settembre 2013

Una settimana, una trama: la città.

La città come scenario narrativo. Come oggetto di riflessione, luogo di pratica politica e materia di invenzione artistica.

Le città che bruciano nei conflitti dell'Euromediterraneo. Le città invisibili dei migranti. Città saccheggiate dal turismo, dalla speculazione edilizia.

Le città disegnate dalla criminalità.  Le città sentimentali che come mappe ancora da esplorare o già esplorate portiamo nei nostri bagagli. Parlare  di città significa mettere al centro la politica dei corpi e dei movimenti in carne e ossa

Come ri/creare – attraverso le lotte e l’arte – le città in cui viviamo e abitiamo ridefinendo la cittadinanza come campo d’azione e non come status.

Dal sito www.teatrovalleoccupato.it

Il programma delle giornate è disponibile al link:

http://www.teatrovalleoccupato.it/lotte-spaziali-una-settimana-seminari-workshop-performance-dal-22-al-28-settembre-2013

 

DISARTICOLARE LA PROPRIETÀ?
Beni comuni e le possibilità del diritto

DUNCAN KENNEDY, ANTONIO NEGRI E STEFANO RODOTÀ

Partecipano:
Cesare Salvi, Adalgiso Amendola e Alessandro Somma

Nel merito della ricerca "Lo statuto giuridico dei beni comuni: dal bene acqua alla conoscenza"

coordinata da Maria Rosaria Marella e realizzata con il contributo della

FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO PERUGIA

 

Martedì 8 ottobre 2013 ore 11-16
Facoltà di Giurisprudenza
Aula 3
Via Pascoli 33, Perugia

 

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Stefano Rodotà battezza la COSTITUENTE di BENI COMUNI

da: IL MANIFESTO 14 aprile 2013


ROMA Al Teatro Valle inedita alleanza giuristi-movimenti per una nuova azione sociale
All'assemblea centinaia di realtà di base. Primo atto: sei proposte di legge per i parlamentari


«Ho lottato tutta la mia vita contro la censura e adesso non posso certo impedire che si faccia il mio nome sui giornali». Passeggiando in direzione del teatro Valle, dov'è atteso per iniziare i lavori della «costituente dei beni comuni», Stefano Rodotà commenta il titolo de il Manifesto di ieri («Un bene comune») che riporta la notizia della petizione promossa da Ugo Mattei e Carlo Freccero per chiederne l'elezione alla presidenza della Repubblica.
Tra strette di mani, e l'affetto di chi fa la fila per sedersi in uno dei 666 posti del Valle, Rodotà continua: «Sono sempre stato contrario alla personalizzazione - spiega - parliamo di azione sociale. Ho appena saputo che vogliono privatizzare il teatro di Marcello a Roma, chiuderlo e imporre il biglietto ai turisti. È una nuova sottrazione di un bene comune alla cittadinanza. Ecco la cosa che mi interessa in questo momento: spersonalizzare la battaglia per i beni comuni come facemmo nel 2007 insieme a Ugo Mattei, Eligio Resta, Salvatore Settis nella commissione per la riforma del terzo libro del codice civile. Oggi lo possiamo fare con la costituente dei beni comuni». La costituente intende riprendere i lavori della «commissione Rodotà» che pose le basi giuridiche del vittorioso referendum sull'acqua nel 2011. Da allora si sono moltiplicate le occupazioni dei teatri, cinema o atelier da Milano (Macao) a Roma (Valle, Nuovo Cinema Palazzo, Cinema America), da Pisa (Municipio dei beni comuni e teatro Rossi) a Napoli (ex Asilo Filangieri) a Palermo, Messina e Catania. Oltre al Sale Docks di Venezia, alla costituente parteciperanno anche i movimenti che si battono per la ricostruzione de L'Aquila, oltre alla rete di associazioni che difendono il territorio toscano rappresentati da Alberto Asor Rosa.
Quella proposta al Valle è un'inedita alleanza tra giuristi e i movimenti. Ai parlamentari la costituente ha inviato un pacchetto di sei proposte di legge di cui chiede l'approvazione. Tra l'altro, il pacchetto contiene la proposta di legge popolare sull'acqua votata da 400 mila persone ed è rimasta lettera morta; quella sul reddito minimo che ha raccolto 50 mila firme, una proposta di legge sul fine vita e la riforma dei regolamenti parlamentari per rendere i referendum, le petizioni e le iniziative di leggi popolari un «potere dello stato». L'obiettivo è di formularne altrettante, a stretto contatto con i movimenti territoriali che si muovono sui temi dei beni comuni, dei diritti fondamentali della persona, e dei diritti sociali. L'alleanza tra i movimenti e i giuristi vuole essere un lavoro in presa diretta sulle istituzioni, ma che non si chiude nelle istituzioni. Ugo Mattei e Maria Rosaria Marella, il vicepresidente emerito della Corte costituzionale Paolo Maddalena e il giurista Gaetano Azzariti, sostengono che i beni comuni hanno una portata rivoluzionaria. Mettono in discussione la divisione tra diritto privato e pubblico e la primazia della proprietà privata nell'ordinamento giuridico vigente. «In quanto formula di successo i beni comuni rischiano di slabbrarsi e diventare altro da sé - ha detto Azzariti - non credo che l'intera Italia sia un bene comune, altrimenti il bene comune non è nulla». L'idea della «costituente» è invece quella di un diritto vivente, espressione di ciò che si muove nella società e rompe i confini della legalità per imporre un nuovo criterio di legittimità. «I movimenti sui beni comuni si muovono su un piano di riconosciuta legittimità - afferma Guido, un attivista del Valle - Noi crediamo che il nuovo diritto sia generato dai conflitti in atto, come dimostrano le occupazioni e la mobilitazione permanente dei cittadini che difendono i loro territori e propongono nuovi modelli di sviluppo e di socialità. I beni comuni devono essere finanziati in funzione di questa utilità sociale».
Una sfida ambiziosa, al tempo del grillismo come forma telematica della democrazia diretta, condotta nel rispetto della costituzione che, all'articolo 46 che permette a lavoratori e utenti di diventare gestori di servizi. «Oggi è nato un nuovo rapporto tra cittadini, politica e diritto, che bisogna valorizzare», ha concluso Rodotà.
I lavori proseguiranno anche con tavoli di lavoro tematici. Si pensa ad una piattaforma online dove elaborare le proposte. «Non pensiamo più ad una politica dei due tempi: ci sono i movimenti e poi vengono le istituzioni - ha detto Daniela, attivista del Nuovo Cinema Palazzo di Roma - Pensiamo invece ad un nuovo principio, quello dell'autogoverno, per creare nuove istituzioni". Prossimo appuntamento in Sicilia, dove ci sono tre teatri occupati.

RICCARDO CICCARELLI




 

SEMINARI DI DIRITTO CIVILE

PROF.SSA MARIA ROSARIA MARELLA

 

*Lunedì  4 marzo. SEMINARIO “La riappropriazione del comune: l’uso dentro e fuori il diritto” con Giso Amendola (Università di Salerno, Uninomade), Emanuele Coccia (EHESS, Parigi), Paolo Napoli (EHESS, Parigi).

*Martedì 19 marzo. SEMINARIO “Governo dello sviluppo urbano, urban regeneration e gentrification, pratiche di riappropriazione del comune” con Antonio Bartolini (Università di Perugia), Nick Dines (John Cabot University, Roma) e Nuovo Cinema Palazzo.

*Lunedì 25 marzo. SEMINARIO  “Gli usi civici metropolitani” con Giuseppe Micciarelli (Tavolo di scrittura del regolamento ex Asilo Filangieri, Napoli), Floretta Rolleri, Presidente della Fondazione “Castel Capuano” di Napoli, già Commissario agli usi civici per le Regioni Toscana, Umbria e Lazio), Emanuele Conte (Università di Roma Tre).

Martedì 26 marzo. SEMINARIO “Law clinics e gestione comune di salute e territorio” con Tullio Seppilli (Emerito Università di Perugia e Fondazione “A. Celli”), Enrica Rigo (Università di Roma Tre), Carlo Romagnoli (Coalizione " Come democratizazre il nostro Servizio sanitario?"), Comitati contro inceneritori, centrali a biogas.

Lunedì 15 aprile. Presentazione del volume “Il diritto del comune” a cura di Sandro Chignola, ombre corte 2012. Partecipano Gianluca Bascherini (Università di Roma – La Sapienza), Giuseppe Allegri (Ricercatore indipendente), Giso Amendola (Università di Salerno, Uninomade), Sandro Chignola (Università di Padova, Uninomade).

 

*I beni comuni sono stati sdoganati ormai anche nella letteratura giuridica, nel senso che anche in Italia hanno assunto la dignità di oggetto di ricerca scientifica (qualunque cosa ciò voglia dire) da parte dei giuristi. Il problema a questo punto non è più, almeno per me, quello di inquadrarli in una categoria giuridica autonoma (diversa dai beni di appartenenza privata e dai beni pubblici) ma piuttosto di metterli in relazione diretta con la teoria della proprietà, una relazione inevitabilmente antagonista, la cui cifra sembra essere la tensione irriducibile fra titolarità del dominio e uso dei beni. Ora su questa nozione di 'uso' mi sembra necessario concentrare gli sforzi. Due secoli di studi focalizzati sulla centralità della proprietà privata hanno reso opaca la categoria dell'uso. Gli istituti esistenti (l'uso, diritto individuale su cosa altrui disciplinato dal codice civile; gli usi civici, diritti collettivi su beni pubblici o privati di matrice consuetudinaria) non rendono ragione della tensione fra uso e proprietà che proprio la rivendicazione dei beni comuni fa emergere ogni giorno (si pensi all'occupazione degli spazi culturali come il teatro Valle a Roma, Il teatro Garibaldi a Palermo, il cinema Palazzo a Roma, per menzionare solo alcune esperienze 'nobili', anche se tutti gli squats sono ugualmente emblematici al riguardo). La questione è del resto eminentemente politica. Ma non solo. Perché i giuristi devono poter guardare oltre lo schermo della proprietà la relazione fra persone e cose. Guardare oltre significa per me magari anche trovare dei dispositivi in grado di fondare giuridicamente l'uso, al di là delle categorie deputate e per lo più non utilizzabili quando si pratica la riappropriazione del comune. Ma anche semplicemente (sebbene semplice non sia) cogliere l'uso che si svolge ai margini, al confine, fuori dal diritto.

 

 

 

 

CICLO DI SEMINARI

Dalle pratiche del « comune » al diritto alla città

NUOVO CINEMA PALAZZO

Con il Patrocinio dell’ISTITUTO SVIZZERO di Roma

Marzo-Giugno, 2013

 

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Convegno "Per un diritto dei Beni Comuni",

Venezia, 21 febbraio 2013 ore 9.15 Ca' Foscari, Aula Baratto


interverranno: la Prof.ssa Maria Rosaria Marella, il Prof. Emerito Stefano Rodotà, il Prof. Antonio Negri, il Prof. Antonio Gambaro.

 

Evento "United Colors of Commons",

Pisa, 25 - 26 - 27 gennaio 2013

maggiori informazioni su: http://www.inventati.org/rebeldia/movimenti/united-colors-of-commons.html